LÀ dove la parola non ha volo

E la malinconia si sente accanto,
nel mentre l’onda si rinfrange a riva
con uno sciabordìo che sa di pianto
e nuvole vaganti alla deriva,
latrici di mestizia e di rimpianto,
coprono il cielo. Lacrima furtiva
scende, allor che la pioggia sopra il manto
di foglie morte ticchetta e l’estiva
rondine più non guizza e va lontano
ché il cielo è grigio e freddo spira il vento!
Mi perdo nel ricordo, che mi pesa,
di quell’autunno che sancì la resa
dell’anima caduta in scoramento,
perché il mio grido sperde l’eco invano!
E tendo la mia mano,
ma vago in acqua come foglia sola,
là dove non ha volo la parola!
©
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