Venturo soffrire
Non tornano le ombre
che cullavano piano,
tra fuochi e magoni
sopra quel violino.
La carta, solo una scusa
per voler alleggerire
il peso di quel male,
colto in poche righe.
Un lontano veliero
su mari agitati,
le gocce salate
da sorrisi forzati.
Quei pensieri affogavano
nel mare d'illusione,
così vivi e maledetti
profumavano di stupore.
Anche il senso
ha reso saggio il dolore,
quando il tempo
ha smesso di contare.
Sospettare era impossibile
ciò che oggi dico,
soffro della nostalgia
di quell'oscuro nemico.
©
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