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Morte 1 novembre 2019 · lettura 1 min · 1218 letture

Dialogo fra l’inquisitore e la strega

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Rosario Salvatore Di Modica 160 poesie pubblicate
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Nel nome di quel Dio che ci ha creato e che ci sazia di benevolenza, in questa terra che l’ Onnipotenza all’uomo giusto e pio ha destinato; in nome e grazia del divino afflato, pretendo piena la resipiscenza o sconterai la giusta penitenza per l’abominio, orribile reato. l’Eterno sia placato dal dolore inflitto a queste misere tue carni; quest’anima purifico col fuoco che dell’inferno anticipa il calore; sei donna e questo basta: tu reincarni il male stesso, o strega, e sei dappoco. - Trafitta, martoriata e vilipesa. In nome di qual dio, lo grido forte, qual dio ti dà la vita e brama morte, e quale può far sì che venga offesa la figlia, che, incolpevole, ha pretesa soltanto di sfuggire a questa sorte! Confesso quel che vuoi, pur sono estorte, e attendo che la pira venga accesa. Fra lacrime ed immense sofferenze la carne mi si stacca dalle ossa, e intorno sento ridere la gente; e muoio per assurde diffidenze! Neppure avrò il ristoro della fossa: accoglimi, mio Dio l’onnipotente!
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