Una vita si consuma, a goccia lenta!

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
I tuoi versi mi hanno commosso tanto. (Sara Acireale)
Bentornato caro dottore, poeta ed amico. (Alberto De Matteis)
Lirica commovente sf. (Alberto De Matteis)
Cari saluti Alberto e Sara. Grazie vvb (Giuseppe Vullo)
Poesia che mi ha commosso. Un caro saluto Giuseppe (Giacomo Scimonelli)
Grazie un abbraccio Giacomo. (Giuseppe Vullo)
forte, triste, emotiva! elogi (Stefana Pieretti)
Un caro saluto Giuseppe, ben tornato! (Marinella Fois)
A Marinella e Stefana cari saluti e grazie. (Giuseppe Vullo)
L’ho riletta con piacere e partecipazione (Alberto De Matteis)
Un caro saluto e a rileggerti. (Alberto De Matteis)
Metrica ambivalente alternata- baciata e viceversa. (Giuseppe Vullo)
Scritta un po’ di anni fa! Sempre valida! (Giuseppe Vullo)
ffelicissimo di ritrovarti. un caro saluto (Alberto De Matteis)
Commenti (4)
Quanta tristezza in questi poetici versi! La poesia mi ha fatto ricordare quando nel 2006 ho fatto volontariato presso il reparto oncologico di un ospedale. Ancora ricordo il trauma da me subito quando persone con cui avevo parlato, comunicato poi spiravano: erano giovani mamme, bambini dal volto angelico, padri di famiglia. Purtroppo, ancora oggi, ci sono malattie che non danno tregua, sono incurabili. A volte sembra che il paziente abbia un miglioramento e allora si spera ma poi... succede (nella maggior parte dei casi) che c’è un peggioramento e ci si sente impotenti e con le lacrime represse per dare conforto ai famigliari.
In versi ben stilati e scorrevoli e che si leggono d’un fiato, l’Autore parla in questa commovente lirica di una esperienza personale in una corsia d’ospedale. L’esperienza è così forte e coinvolgente che il lettore non può fare a meno di una lacrima. Di fronte alla malattia incurabile ed ineluttabile ci si sente sconfitti ed inutili. Poesia scritta in uno stile inconfondibile e dal contenuto intenso e molto partecipativo.
Si resta intrappolati in questi versi... intrappolati con le emozioni intense che man mano nascono durante la lettura... Purtroppo esistono malattie terribili che coinvolgono, non solo chi sta male, ma anche coloro che stanno vicini a queste persone... e poi ci sono ‘’ in prima linea ‘‘, loro, i medici... gli infermieri e tutti quei professionisti che cercano di dare sollievo, lottando con amore e tenacia, a chi è prossimo alla morte... Impossibile non commuoversi leggendo l’ultima strofa... Parole che toccano il cuore e fanno riflettere... siamo veramente come delle candele... candele che lentamente si spengono e non guardano in faccia a nessuno. Complimenti per il testo ben scritto e per la palese sensibilità presente in ogni strofa...
Una lenta agonia in questi versi, che riportano in vita ricordi sopiti, di amori andati in porti da cui non ci sono più partenze!




