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Morte 7 novembre 2019 · lettura 1 min · 3699 letture

Una vita si consuma, a goccia lenta!

Giuseppe Vullo 28 poesie pubblicate
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Mi trovo in varie corsie d’ospedali, studente tirocininante tra i dottori, si tratta di pazienti gravi terminali, se dentro non hai forza son dolori. Come fuoco dentro che la strugge, un fiore lentamente che avvizzisce. il tormento pian piano la distrugge, ora declinante la vita che sfiorisce! Nel letto d’ospedale c’era una donna. Nel viso delicato tutto il suo pallore! Il capo reclinato come una madonna, lei va via agonizzante in poche ore! L’ anelito vitale corre e poi le sfugge, desiste voglia di combattere sparisce! Speranza nel domani ormai non finge, il fiore un tempo rosa ora appassisce! Una vana lunga malattia che sfinisce, una flebo si consuma a goccia lenta... vita di una mamma bella che finisce, come una candela poi ella s’è spenta!
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Ero giovane tirocinante medico nei reparti, di rianimazione e di malattie terminali.

L'autore
Giuseppe Vullo
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


I tuoi versi mi hanno commosso tanto. (Sara Acireale)

Bentornato caro dottore, poeta ed amico. (Alberto De Matteis)

Lirica commovente sf. (Alberto De Matteis)

Cari saluti Alberto e Sara. Grazie vvb (Giuseppe Vullo)

Poesia che mi ha commosso. Un caro saluto Giuseppe (Giacomo Scimonelli)

Grazie un abbraccio Giacomo. (Giuseppe Vullo)

forte, triste, emotiva! elogi (Stefana Pieretti)

Un caro saluto Giuseppe, ben tornato! (Marinella Fois)

A Marinella e Stefana cari saluti e grazie. (Giuseppe Vullo)

L’ho riletta con piacere e partecipazione (Alberto De Matteis)

Un caro saluto e a rileggerti. (Alberto De Matteis)

Metrica ambivalente alternata- baciata e viceversa. (Giuseppe Vullo)

Scritta un po’ di anni fa! Sempre valida! (Giuseppe Vullo)

ffelicissimo di ritrovarti. un caro saluto (Alberto De Matteis)

Commenti (4)

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Sara Acireale8 novembre 2019

Quanta tristezza in questi poetici versi! La poesia mi ha fatto ricordare quando nel 2006 ho fatto volontariato presso il reparto oncologico di un ospedale. Ancora ricordo il trauma da me subito quando persone con cui avevo parlato, comunicato poi spiravano: erano giovani mamme, bambini dal volto angelico, padri di famiglia. Purtroppo, ancora oggi, ci sono malattie che non danno tregua, sono incurabili. A volte sembra che il paziente abbia un miglioramento e allora si spera ma poi... succede (nella maggior parte dei casi) che c’è un peggioramento e ci si sente impotenti e con le lacrime represse per dare conforto ai famigliari.

Alberto De Matteis8 novembre 2019

In versi ben stilati e scorrevoli e che si leggono d’un fiato, l’Autore parla in questa commovente lirica di una esperienza personale in una corsia d’ospedale. L’esperienza è così forte e coinvolgente che il lettore non può fare a meno di una lacrima. Di fronte alla malattia incurabile ed ineluttabile ci si sente sconfitti ed inutili. Poesia scritta in uno stile inconfondibile e dal contenuto intenso e molto partecipativo.

Giacomo Scimonelli8 novembre 2019

Si resta intrappolati in questi versi... intrappolati con le emozioni intense che man mano nascono durante la lettura... Purtroppo esistono malattie terribili che coinvolgono, non solo chi sta male, ma anche coloro che stanno vicini a queste persone... e poi ci sono ‘’ in prima linea ‘‘, loro, i medici... gli infermieri e tutti quei professionisti che cercano di dare sollievo, lottando con amore e tenacia, a chi è prossimo alla morte... Impossibile non commuoversi leggendo l’ultima strofa... Parole che toccano il cuore e fanno riflettere... siamo veramente come delle candele... candele che lentamente si spengono e non guardano in faccia a nessuno. Complimenti per il testo ben scritto e per la palese sensibilità presente in ogni strofa...

Marinella Fois9 novembre 2019

Una lenta agonia in questi versi, che riportano in vita ricordi sopiti, di amori andati in porti da cui non ci sono più partenze!