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Amore 27 novembre 2019 · lettura 4 min · 2544 letture

Il piacere

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Rosario Salvatore Di Modica 160 poesie pubblicate
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endecasillabi sciolti e settenari E finalmente arriva quel momento che da una vita sogno ad occhi aperti. Un drink al bar, poi una sigaretta, quelle risate che fanno vedere le stelle quando fuori, invece, è il sole. Non conta più niente altro, lo sappiamo che dopo gli anni persi ad evitarci, coscienti del destino sì crudele, alfine è giunta quella strana notte in cui abbattute tutte le barriere e di ogni conseguenza ormai incuranti, Noi! Si farà l’amore. In una stanza fredda di un albergo non conti di trovare quel conforto, ma solo fredda e buia indifferenza. Non sei a casa tua ma in una tana, non focolare, è triste quel rifugio. Apro la porta, accendo poi la luce; mi giro allora per lasciarti entrare. Il tuo sorriso colmo di promesse, così radioso e caldo, al sol vederlo mi scioglie il cuore e tremano le gambe: sì passionale e tenera al contempo; affondo nella sabbia. Non posso più aspettare e già ti bacio, il letto già ci chiama ad alta voce. E non ricordo come fummo nudi, a carezzarci a lungo spudorati. Non esisteva il tempo né lo spazio, negli infiniti attimi trascorsi ad esplorare quei frementi corpi che da due divenuti ormai solo uno, compenetrati in estasi divina con l’energia esplosiva che è del sole, tenuti assieme dal loro sudore, conobbero il piacere. Il piacere 2 endecasillabi in quartine E finalmente arriva quel momento che da una vita sogno ad occhi aperti. Raccolgo i frutti dell’accanimento e credo che alla fine possa averti. Un drink al bar, poi una sigaretta, quelle risate fanno intravedere negli occhi tuoi l’attesa, quella fretta che come fiume abbatte le barriere. E vedo stelle fuori anche col sole, la luce nelle tenebre più scure, graziosi fiori agghindano le aiuole, finiscono così le mie torture. Non conta più niente altro, lo sappiamo che dopo gli anni persi ad evitarci, trascorsi nel pensare che ti amo dovendo fare a meno di abbracciarci, coscienti del destino sì crudele, alfine è giunta quella strana notte in cui spiegate al vento già le vele al largo noi andremo per le rotte che il Fato per noi due ha designato; sì dolcemente spinti dall’ardore che l’una all’altro forte ha trascinato, noi si farà l’amore. In una stanza fredda di un albergo non conti di trovare gran conforto, ma non importa il luogo e già m’immergo In quel languido approdo nel tuo porto. Apro la porta, accendo poi la luce; mi giro allora per lasciarti entrare. Neanche a dirlo, il corpo tuo seduce; balbetto, in viso non ti so guardare. Il tuo sorriso colmo di promesse, così radioso inneggia tanto a vita, mi rassicura e come se volesse infondermi coraggio, a te m’invita, sì passionale e tenera al contempo; hai chiuso il cuore mio in una gabbia gettando via la chiave; e nel frattempo affondo nella sabbia. Non posso più aspettare fra le braci, il letto urla e chiama ad alta voce. E nudi, tra carezze e lunghi baci che ti amo ti bisbiglio sottovoce. E a carezzarci a lungo spudorati, non esistendo il tempo né lo spazio, per attimi infiniti condannati ad espiare ed a pagare dazio, ad esplorare quei frementi corpi compenetrati in estasi divina, che dagli sforzi resi quasi storpi ma che il piacere sempre più avvicina, tenuti assieme dal loro sudore, con l’energia esplosiva che è del sole. Al bando venga messo ogni pudore! Non è concesso spazio alle parole. Il tempo ormai trascorso da quel giorno sbiadisce sempre più i dolci ricordi. Ma quando con la mente vi ritorno, nel cuore ne risuonano gli accordi.
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ripubblico lavoro di alcuni mesi fa. La stessa poesia, in endecasillabi e settenari sciolti, e in quartine...

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Rosario Salvatore Di Modica
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Elogio sincero alla tua bravura poetica. (Alberto De Matteis)

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