Se vuoi l’arcobaleno
Peppe Cassese
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Non so come appianare il tuo destino
il salto che rimane
tra il fosso ben profondo che ti resta
e il sole che riscalda cuore e testa
facendoti toccare un cielo blu
con queste mani che non senti più.
Non so cosa nascondi nelle vene
nel sangue appena sciolto
che vaga per la mente ed è dannato
convinto dal furore mal pagato
a mettersi a frignare con scioltezza
volendo ritrovare la purezza.
Non so chi sei e cosa tu nascondi
coperto di paura
ma la tua vita attende il godimento
col martellare lento il sentimento
in questo mondo attivo e paludato
che avanza solamente se ha imparato.
Non so quando si accende il divenire
amico d’altri tempi
col magico entusiasmo del bambino
cullato dalla voce sul lettino
che canta la sua nenia dell’estate
a queste gambe nude e ormai usurate.
Non so se qui verrà l’arcobaleno
coi sette fratellini
che ciucciano la gioia con il piacere
segnato dalla fretta del dovere
ma lui da sopra il cielo non si affaccia
se con la pioggia il male lo minaccia.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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