Languida e sinuosa

Un fremito mi prende se ti penso,
a me daccanto, languida e sinuosa
com’eri un tempo sempre generosa.
Di te la voglia, allora, ogni mio senso
pudìco denudava e nel consenso
della tua carne morbida e flessuosa
e della pulsazione voluttuosa,
il senno si perdeva in spazio denso
d’ogni passione e gemito infinito!
Il vaneggiare or non sarebbe osceno,
se di te mi restasse anche fugace
attimo vero, per toccarti il seno,
un intimo contatto, un bacio ambìto,
una parola, ma il tuo labbro tace!
Ma non so darmi pace;
nel tremulo sciamare della mente
di te riecheggia un soffio nuovamente.
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