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Comicita' 21 dicembre 2019 · lettura 3 min · 1393 letture

La creazione

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Rosario Salvatore Di Modica 160 poesie pubblicate
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Genesi Il mondo l’ho creato un po’ per gioco, sai quanto mi annoiavo a stare solo! L’eternità è vasta, e mica poco; vediamo, ora m’impegno, è il mio ruolo: in fondo sono Dio e, poffarbacco, è mia la pena e il dono: onnipotenza (vuol dire che vi tengo sotto al tacco!) , ed anche, ahimè, l’eterna sussistenza. E allora rimbocchiamoci le maniche; mi serve poco, in fondo, un po’ di terra, un tocco d’acqua, appena quattro taniche, il fuoco e l’aria; il tutto in una serra, attendo sette giorni e poi voilà! La guardo e mi è venuta proprio bene, e non è vanagloria o vanità. Eppure non allevia le mie pene. La creatura. Mi manca il chiacchiericcio e la babele; soltanto rocce, piante e tanto mare, mettiamo l’uomo in terra d’ Israele: così avrà qualcuno da adorare. "Ti ho fatto, pulce, a immago e simiglianza! E quindi esigo il massimo rispetto! Quello che vuoi per me non ha importanza, attieniti soltanto a quel che ho detto!" Ma forse sono stato troppo duro. Gli mollo un po’ la corda, casomai; lo pongo in un recinto; un alto muro lo manterrà al sicuro e via dai guai. Disobbedienza. Adamo, vieni qua, giusto un momento. Mi sembra averti detto, se non erro, che tutto è tuo, il mondo, il firmamento; eccetto questo seme che sotterro dal quale nascerà un verde melo. E questo non si tocca, vivaddio! Che poi sennò mi arrabbio, ed è Vangelo che questo frutto è solamente mio! E mi distraggo un attimo, e tu guarda, ti becco con la mela ancora in bocca! Guadagni una lezione e voglio che arda, e per l’eternità, questo ti tocca! Perdono. In fine, sai però, non è un gran male. Potrei anche perdonarti se mi dici com’è la vita quando sei un mortale. Quali i tuoi sogni e quali i tuoi auspíci? La risposta "Mio sommo Padre, Dio l’Onnipotente, ti chiedo venia e tosto ti rispondo, per quel che so, sebbene non sia niente; so di morir da quando venni al mondo, ed è perciò che il battito delle ali d’una farfalla mi è così importante; ed ogni suono, odore, è senza eguali, apprezzo della vita ogni istante; non penso alla mia fine, Padre caro, ma vivo questi giorni alacremente servendo te (e pure il dio Danaro), curandomi di me e non della gente. Non vivo che un tuo battito di ciglia, e dunque cosa importa di una mela? Sebbene non comprenda che ti piglia, la rabbia che dimostri mi rivela che non ti fui mai figlio ma soggetto; ché al figlio si perdona ogni errore, e questo figlio aspira sempre al petto di chi millanta comprensione e amore. "
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Dipingo un Dio umanizzato; del resto, se siamo fatti a sua immagine e somiglianza, dovrà pur condividere i nostri stessi difetti e debolezze!

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Rosario Salvatore Di Modica
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Se ci avesse messo un po’ più di sette giorni, (Antonio Terracciano)

forse il mondo gli sarebbe venuto un po’ meglio... (Antonio Terracciano)

Complimenti. AUGURI. . (Francesco Rossi)

A sua immagine Dio creò il mondo... (Alberto De Matteis)

In chiave comica, un ottimo lavoro. Sf (Alberto De Matteis)

Complimenti e di cuore (Alberto De Matteis)

Commenti (1)

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Alberto De Matteis21 dicembre 2019

Una composizione stilata in maniera eccellente, in quartine ben ritmate (rima alternata) e dal ritmo incalzante, che si lascia leggere d’un fiato. Un lavoro, direi fuori dai soliti schemi, in chiave comica, piaciuto molto. Hai umanizzato Dio (absit injura verbi)...d’altro canto nella Genesi si legge che Dio creò l’uomo a sua immagine. E quello che l’uomo cerca e vuole maggiormente è l’amore fra tutti i popoli, quell’amore che Dio stesso ha donato incarnandosi, diventando uomo Egli stesso. Complimenti di vero cuore per questo pregevole lavoro.