Dolce nostalgia

Come passano lemme sti giorni,
un po’ bigi, sfocati e pur meri
e con nubi a far bigio contorno
padronali pur sempre e sinceri.
Così in fretta si trasformano in anni,
senza sforzo né lode né danni
e ti accorgi dello scorrer, talvolta,
tacito quel tempo da rimaner sconvolta.
Molto lesta sciorina la vita
come sabbia che scorre tra dita
e nell’ingenuo rimirar la tua mano
la mente viaggia a ritroso e lontano.
Seppur in oblio è rilegato un viso,
indelebile rimarrà il suo sorriso
e qualora custodito è anche lo sguardo
tosto e financo mesto sarà il traguardo.
In un limbo vagano smarrite essenze,
là è possibile ritrovar lievi presenze
e allora quella mesta e cupa malinconia
tramutar si può in dolce nostalgia.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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