Un altro anno ancora

Già conto i giorni miei che vanno lenti
e l’ombra del tramonto che s’appresta;
la giovinezza andata e ì dì di festa,
svaniti sono ormai negli occhi spenti.
Volgono gli anni e se ne van lontano,
lasciando dentro un vuoto che rintrona,
sì come un tuono e l’eco pur risuona
sperdendo al vento il sogno reso vano;
e nel silenzio passo la mia vita,
cercando di fugare l’onda avversa,
ma vedo certo ogni speranza persa,
ché ad ogni sforzo s’apre la ferita!
Le mura son crollate e ogni difesa
nel fango s’è smarrita alla deriva;
forte imperversa l’onda sulla riva
e al nulla io m’aggrappo e c’è la resa!
Un altro anno passa, un altro ancora,
sul cuore un’ombra resta e m’addolora!
Lassù le stelle guardo ad una ad una:
dov’è l’amore mio che gioia aduna?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!