Dialogo fra Dio e Marx
Con mia sorpresa, morto, vedo Dio!
Eternità, spalancami le porte
del paradiso: entro pure io!
O avresti destinato un’altra sorte?
Se mi condanni ai fuochi dell’inferno,
commetti un’ingiustizia madornale;
perché dovrei bruciare, ed in eterno,
per quale errore, e dimmi, quale male?
Correggimi se sbaglio, se ho affermato
che gli uomini nasciamo tutti uguali,
che il popolo dal ricco fu sfruttato;
e questi miei pensieri, tali e quali
mi sembra che li hai fatti pure tu...
per cui, se mi condanni, lascia dire:
condanni anche te stesso; e per di più
mi danni al fuoco e non mi fai capire!
Mio caro Carlo Marx, eccoci qua!
Sei spesso convincente, un mattatore;
le avremo dette, queste cose; ma...
eh, caro Carlo Marx, un grande errore
l’avermi solo in parte, ahimè, copiato;
dicevi sempre che Dio non esiste,
ed or lo vedi, se ti sei sbagliato,
in preda alle blasfémie comuniste.
Pei miei imperscrutabili disegni
sarai in portineria; e sai perché?
Siccome affaccendato in mille impegni,
a chi mi cerca, dillo: Dio non c’é!
©
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Molto carina e di piacevole lettura sf. B (Alberto De Matteis)
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