Senza più memoria
Francesco Falconetti
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Sono i nostri labili estuari
spazzati via dalle correnti
che vibrano rumoreggiando echi assopiti
di segmenti di respiri
- cosi tenui -
che il ronzio delle api assordano,
mentre ti guardo
con quelle tue fameliche rughe
che rigano le tue memorie
di me
che così dimentichi.
E non c’è nulla
che le onde che ti percuotono non sappiano,
come le lacrime la pioggia
che cade sul davanzale
dove i fiori riposavano quieti,
dove ora c’è solo l’ombra di te
senza più memoria.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...una bella e toccante lirica... (Lia)
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