Madonna Caterina e Messer Cecco
Madonna Caterina, sono sotto!
Affacciati al balcone e mi vedrai;
sapessi come sogno il tuo capello,
d’accarezzare a lungo la tua pelle!
Di cotte e crude ed anche delle belle,
ne faccio per vederti! Ora affastello
un po’ di legna, e quando mi aprirai,
saprai se di carezze sono ghiotto!
(Che faticaccia! Se non fossi cotto,
di queste cose non farei giammai!)
Continuo la scalata al tuo castello...
se solo dessi ascolto al mio cervello
quando sussurra: "stolto, ma che fai?
Ricorda, non sei più un giovanotto!"
Io come Lancillotto,
che di Ginevra è complice e campione,
per una sola notte di passione!
-
Chi mai sarà a quest’ora della notte?
un uccellaccio, un topo oppure un gatto,
che miagola magari per amore...
ma un gatto che mi bussa alla finestra...
Toh, guarda, messer Cecco! Che maldestra
scalata al mio balcone; ed ho timore
che quel poco di buono e mezzo matto
finisca con le ossa tutte rotte...
Che gran fracasso! Accorreranno a frotte
la servitù e mio padre, e voglio affatto
che non abbia a morir di crepacuore!
"Non tormentarmi più, molestatore!
(se proprio devi, fallo di soppiatto...),
scompari celermente (per stanotte)!"
Le donne van sedotte;
e sotto il vivo sole, per qualcuna;
altre alla fioca luce della luna!
©
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