Giuditta

La testa d’Oloferne già recisa,
ancor grondante sangue, che par desta,
alla sua gente mostra pur derisa,
da quel tiranno vile che detesta!
La sua bellezza, con il pianto intrisa,
usa come arma e incontro a lui s’appresta
con fare seducente e assai decisa,
e la sua boria altera presto arresta!
Delle sue grazie il fascino a lui porge:
il seno prorompente e assai procace,
le belle curve ed i capelli al vento,
e il viso luminoso che è un portento!
Ebbro di vino, la passione insorge,
si getta prono per trovar la pace;
allor Giuditta, audace,
la spada afferra e il capo gli recide;
ora la gente, libera, sorride!
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