A- mors
D’inerzia i passi miei
dietro la curva e le viole
mossero crepe e asfalto.
Fu la stesa luce di febbraio
a sorvolare il tempo,
e lo stesso cuore giovane
a presagire il futuro.
Passammo.
Di singhiozzi e arrese
soltanto fremiti lievi
rigarono i tramonti,
soltanto muri segreti
raccolsero antiche carezze.
Il tuo profilo nell’ombra
rimase vivido
e certi grevi silenzi
come errori da dimenticare.
Su ogni cosa
si posò
ferma polvere,
su ogni morso di nostalgia
aleggiò
un aborto di amore.
©
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto colgo tristezza nei versi. Saluti (Francesco Rossi)
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