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Sociale 23 febbraio 2020 · lettura 3 min · 1654 letture

Campo de’ Fiori, 17 febbraio 1600

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Rosario Salvatore Di Modica 160 poesie pubblicate
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Lasciateci da soli: fuori tutti! Ascolta, Fra’ Giordano, ciò che dico: non voglio avere in capo ancora lutti, ti parlerò pertanto come amico. Conosco la tua vita sin da quando nascesti in quel di Nola, borgo antico, Filippo fu il il tuo nome, e messo al bando ogni piacer mondano e distrazione trascorse giovinezza ognor studiando. E non per fede né per convinzione, giunta l’età matura, tu, Giordano, cingesti stretti i fianchi col cordone che orna il saio pio domenicano. So delle fughe; e folli le avventure; della passione insana per l’arcano, che fu cagione delle tue sventure: poiché la Santa Trinità negasti fosti scomunicato; poi le abiure; quindi a Venezia gloria, lussi e fasti, da vero dissoluto e libertino: mi taccio perché credo tanto basti. La Santa Inquisizione, del divino, in fondo molto poco se ne cale; quanto é vero che sono Bellarmino, di questa Chiesa fiero Cardinale, affermo (e sono pronto anche a negarlo) che nella conoscenza non vi è il male; ma quando punge e rode come un tarlo distoglie l’animale dalla fede e non si può mai certo tollerarlo; ché l’obbedienza piena di chi crede corrobora il potere della Chiesa. Il tuo pensiero, figlio, inver lo lede. Su cosa basi allora la difesa? Che non vi è Dio ma solo l’infinito! Qual cecità, che stupida pretesa. Oppure sul concetto ancor più ardito che mette il sole al centro del creato: sconvolgi l’equilibrio stabilito che dalla Santa Bibbia fu insegnato: che Terra è dono e fulcro del Volere, e al centro del potere c’è il papato. Alzando le infrangibili barriere dell’intelletto, vera roccaforte del libero pensiero ma foriere della disobbedienza, cerchi morte; e questa l’otterrai qui nella vampa; ché il rogo simboleggia quella sorte a cui nessun eretico mai scampa: per volere e bontà del Padre eterno, per la pietà di quella santa lampa, l’eternità che neghi, nell’inferno, ardendo per il tuo comportamento! Ma se volessi, figlio, al tuo paterno confessore affidare il pentimento, abiurando le idee tanto balzane, il buon Iddio ascolterà il lamento; come il latrare di dolor di un cane che impietosisce dando infine i frutti, le lacrime che versi non sian vane.
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Rosario Salvatore Di Modica
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Giordano non poteva accettare: non era Galileo. (Antonio Terracciano)

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