Nei giorni dell’allarme
Nei giorni dell’allarme
ti scrivo questo carme;
ché in fondo cosa importa
sia lunga oppure corta:
la vita va vissuta
fra lacrime e risate,
scucita e ritessuta:
purché trascorsa fra le braccia amate.
-
Risuona fra la gente
e sempre più insistente
l’adagio saggio e antico:
non si conosce intrico
per quanto ingarbugliato,
che non si può sbrogliare;
pertanto, l’ho adottato:
finché la barca va, lasciala andare.
-
Ma la campana a morto
per chi ha il fiato corto
non smette i suoi rintocchi.
Io vivo dei tuoi occhi,
respiro il tuo profumo;
sei luce confortante;
non splendi: mi consumo
all’ombra di un silenzio agonizzante.
©
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Condivisa e piaciuta (Francesco Rossi)
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