I nodi - 15 I MILLE

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti Peppe! L’ho molto apprezzata (Marisa Amadio)
Un’originale lezione di storia. (Jo Kondelli Ghezzi)
Un capolavoro di satira e fantasia. (Tonia La Gatta)
Fila che è un piacere. (Giuliano Esse)
Che bella storia. (RitaLM)
Troppo maiuscola! (Giuseppe La Marca)
Commenti (8)
La differenza che c’è ora c’era già centosessanta anni fa, checché ne dicano i Neoborbonici. Se la capitale (Napoli) avesse pensato un po’ più alle sue province, e in particolare proprio alla Sicilia (fu forse proprio essa a sollecitare l’intervento dei Mille), anziché costruire opere spesso inutili, cattedrali nel deserto che servivano ai Borboni solo per rivaleggiare con le altre monarchie europee, e soprattutto se i Borboni fossero stati abbattuti nel 1799, come sosteneva il Cuoco forse sarebbe stata proprio Napoli a unificare il resto dell’Italia! Comunque, come sempre il Cassese si rivela un maestro della versificazione, e in questo caso ci dona scorrevolissimi settenari.
Certo, sono pienamente in sintonia, I Borbone hanno mille colpe... ma il furto perpetrato dai piemontesi e Savoia è imparagonabile. Nacque così la questione meridionale dalla quale l sud non si è mai ripreso. . Il mio paesello, tra l’altro, ha un gonfalone che porta il marchio del mancato allineamento alla volontà popolare espressa con il plebiscito del 1861: Votò contro l’unità d’Italia.
Ridendo e scherzando, l’autore ha scrito una gran bella lezione di storia, di un passato controverso e di un presente che presenta ancora le tante contraddizioni di un evento fortunato e sfortunato insieme.
Ho condiviso apprezzato molto la tua poesia, Peppe Cassese, che ha un modo giocoso e veritiero di rileggere il Risorgimento, la cui retorica mi è del tutto estranea (e non dico altro, chi vuol capire, capisca...).
Ironia e satira magistrali, nel rispolverare la storia, l’impresa dei mille, in un discorso unitario di là da venire, per una parte dell’italia ancora indfegna e maltrattata. Complimenti all’autore, la cui mano è inconfondibile.
E’ sempre un piacere leggere questo tipo di storia che, tra il lusco e il brusco, in versi scorrevoli, si dipana ironicamente, attraverso un modo tutto particolare e personale di raccontare le vicende. Questa dei Mille poi è extra.
Con lo studio della storia non sono andata mai d’accordo, ma se me l’avessero insegnata così, avrei studiato tutti giorni. Complimenti e viva il Risorgimento.
Non è come la insegnano a scuola ma la preferisco, in barba alle romanticherie del Risorgimento. La solita padronanza e una verve da prima serata. Troppo bella!


