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Fantasia 30 marzo 2020 · lettura 2 min · 1631 letture

I nodi - 15 I MILLE

Peppe Cassese 2168 poesie pubblicate
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Nei nodi della storia erano forse mille pronti per la vittoria disposti a far scintille. Sopra lo scoglio a Quarto tutte camicie rosse con Peppe un gran ribaldo con le sue furbe mosse. Lombardo col Piemonte due scafi trafugati con tutte le moine dei giorni pilotati. I più dei bergamaschi fucili mai compresi sul ponte e sopra il mare all’alba coi maltesi. E fu che a Talamone la tappa giusto in mezzo decisi a caricare le armi a basso prezzo. Marsala un po’ ubriaca s’avvide del malanno e accolse l’avventura col trucco dell’inganno. Mafiosi e contadini baroni e mestieranti addosso ai borboncini che giorni strabilianti. E fu una marcia funebre a Napoli arrivata e il sardo con Vittorio si dimostrò un pirata. Che impresa e che sorprese grandissimo decoro il bene incamerato milioni tutti in oro. Così l’Italia unita abbraccia i suoi fratelli scoprendo che nell’anima ha mille e più bordelli. Coi nodi della storia il tuo risorgimento se osservi bene il caso è un faro con l’accento e se lo accendi subito la luce non si spegne e dato che io dubito abbasserò le insegne nella certezza finta che il Nord ha conquistato il Sud che con la spinta indietro l’ha provato e dopo tanti anni nuie che putimmo fa’ la differenza ancora c’è stata e restarrà.
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Giusto per ricordare i 160 anni dell’unità della nostra amata terra...

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Peppe Cassese
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Complimenti Peppe! L’ho molto apprezzata (Marisa Amadio)

Un’originale lezione di storia. (Jo Kondelli Ghezzi)

Un capolavoro di satira e fantasia. (Tonia La Gatta)

Fila che è un piacere. (Giuliano Esse)

Che bella storia. (RitaLM)

Troppo maiuscola! (Giuseppe La Marca)

Commenti (8)

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A
Antonio Terracciano30 marzo 2020

La differenza che c’è ora c’era già centosessanta anni fa, checché ne dicano i Neoborbonici. Se la capitale (Napoli) avesse pensato un po’ più alle sue province, e in particolare proprio alla Sicilia (fu forse proprio essa a sollecitare l’intervento dei Mille), anziché costruire opere spesso inutili, cattedrali nel deserto che servivano ai Borboni solo per rivaleggiare con le altre monarchie europee, e soprattutto se i Borboni fossero stati abbattuti nel 1799, come sosteneva il Cuoco forse sarebbe stata proprio Napoli a unificare il resto dell’Italia! Comunque, come sempre il Cassese si rivela un maestro della versificazione, e in questo caso ci dona scorrevolissimi settenari.

Duilio Martino30 marzo 2020

Certo, sono pienamente in sintonia, I Borbone hanno mille colpe... ma il furto perpetrato dai piemontesi e Savoia è imparagonabile. Nacque così la questione meridionale dalla quale l sud non si è mai ripreso. . Il mio paesello, tra l’altro, ha un gonfalone che porta il marchio del mancato allineamento alla volontà popolare espressa con il plebiscito del 1861: Votò contro l’unità d’Italia.

J
Jo Kondelli Ghezzi30 marzo 2020

Ridendo e scherzando, l’autore ha scrito una gran bella lezione di storia, di un passato controverso e di un presente che presenta ancora le tante contraddizioni di un evento fortunato e sfortunato insieme.

carla vercelli31 marzo 2020

Ho condiviso apprezzato molto la tua poesia, Peppe Cassese, che ha un modo giocoso e veritiero di rileggere il Risorgimento, la cui retorica mi è del tutto estranea (e non dico altro, chi vuol capire, capisca...).

T
Tonia La Gatta31 marzo 2020

Ironia e satira magistrali, nel rispolverare la storia, l’impresa dei mille, in un discorso unitario di là da venire, per una parte dell’italia ancora indfegna e maltrattata. Complimenti all’autore, la cui mano è inconfondibile.

G
Giuliano Esse1 aprile 2020

E’ sempre un piacere leggere questo tipo di storia che, tra il lusco e il brusco, in versi scorrevoli, si dipana ironicamente, attraverso un modo tutto particolare e personale di raccontare le vicende. Questa dei Mille poi è extra.

R
RitaLM1 aprile 2020

Con lo studio della storia non sono andata mai d’accordo, ma se me l’avessero insegnata così, avrei studiato tutti giorni. Complimenti e viva il Risorgimento.

G
Giuseppe La Marca1 aprile 2020

Non è come la insegnano a scuola ma la preferisco, in barba alle romanticherie del Risorgimento. La solita padronanza e una verve da prima serata. Troppo bella!