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Festivita' 8 aprile 2020 · lettura 1 min · 1247 letture

Le tue mani inchiodate sulla croce

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Pasquale Vulcano 322 poesie pubblicate
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Confitte sono le tue mani in croce da grossi chiodi, o Cristo e nel dolore, accetti la tua resa per amore; cosciente, né un lamento né una voce, nel mentre attendi che si oscuri il sole! Tese sul legno quelle mani, aperte a benedire in piane lì deserte folle affamate delle tue parole, ma tu moltiplicasti pesci e pani; le mani a benedire ciechi e sordi, e a dar la vita ai morti! Che ricordi, abbiamo ancora delle sante mani: di quando tramutasti l’acqua in vino, di quando dalla lebbra deturpati, accarezzavi i corpi e risanati, lodando riprendevano il cammino; e quando ti fermavi a benedire le gambe morte lì per terra stese e poi tornava forza come illese; prodigi delle mani a non finire! A colpi di martello ora inchiodate sul duro legno stese e insanguinate. S’imprima il sangue sulla nostra fronte, come sigillo sia d’amor la fonte!
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sonetto elisabettiano rinforzato con schema metrico: ABBA CDDC EFFE GHHG ILLI MM NN

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Pasquale Vulcano
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Letta con piacere, il mio LIKE! (Marinella Fois)

Complimenti (Sara Acireale)

Commenti (2)

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Marinella Fois8 aprile 2020

In memoria di Cristo, in questo tempo così prossimo alla Pasqua, ricordare il calvario fa bene all’anima!

Sara Acireale9 aprile 2020

È un sonetto molto bello e spirituale, è perfetto sia dal punto di vista metrico che del contenuto. Versi che sono perfetti per meditare in questa settimana Santa. Gesù si è fatto inchiodare sulla croce per noi che ci dimostriamo ingrati e non comprendiamo il suo sacrifico d’amore per l’intera umanità. Oggi, come allora, mettiamo ancora dei chiodi al nostro Redentore perché il nostro cuore è duro e l’anima malvagia. È un sonetto da leggere e da rileggere, adatto ai credenti ma anche a chi non crede.