Le tue mani inchiodate sulla croce

Confitte sono le tue mani in croce
da grossi chiodi, o Cristo e nel dolore,
accetti la tua resa per amore;
cosciente, né un lamento né una voce,
nel mentre attendi che si oscuri il sole!
Tese sul legno quelle mani, aperte
a benedire in piane lì deserte
folle affamate delle tue parole,
ma tu moltiplicasti pesci e pani;
le mani a benedire ciechi e sordi,
e a dar la vita ai morti! Che ricordi,
abbiamo ancora delle sante mani:
di quando tramutasti l’acqua in vino,
di quando dalla lebbra deturpati,
accarezzavi i corpi e risanati,
lodando riprendevano il cammino;
e quando ti fermavi a benedire
le gambe morte lì per terra stese
e poi tornava forza come illese;
prodigi delle mani a non finire!
A colpi di martello ora inchiodate
sul duro legno stese e insanguinate.
S’imprima il sangue sulla nostra fronte,
come sigillo sia d’amor la fonte!
©
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Letta con piacere, il mio LIKE! (Marinella Fois)
Complimenti (Sara Acireale)
Commenti (2)
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Marinella Fois8 aprile 2020
In memoria di Cristo, in questo tempo così prossimo alla Pasqua, ricordare il calvario fa bene all’anima!
Sara Acireale9 aprile 2020
È un sonetto molto bello e spirituale, è perfetto sia dal punto di vista metrico che del contenuto. Versi che sono perfetti per meditare in questa settimana Santa. Gesù si è fatto inchiodare sulla croce per noi che ci dimostriamo ingrati e non comprendiamo il suo sacrifico d’amore per l’intera umanità. Oggi, come allora, mettiamo ancora dei chiodi al nostro Redentore perché il nostro cuore è duro e l’anima malvagia. È un sonetto da leggere e da rileggere, adatto ai credenti ma anche a chi non crede.

