Notte insonne

Marinella Fois nasce a Portoscuso (CA) il 25/08/1943 e risiede a Sestu(CA). Ama la vita, i suoi colori, i suoi profumi . Si definisce “gabbiano solitario”, scrive i percorsi della vita con la penna del cuore. Scrive poesie, racconti, lettere. Ama il teatro, per il quale ha scritto una piccola sceneggiatura in diale
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima! complimenti poetessa! un abbraccio (Stefana Pieretti)
Complimenti a te Marinella (Sara Acireale)
Complimenti Marinella (Giuseppe Mauro Maschiella)
Sempre bello leggerti, cari saluti (Silvia De Angelis)
Complimenti Marinella e . (Vivì)
Apprezzata... un caro saluto Marinella... (Giacomo Scimonelli)
Commenti (7)
bella poesia, versi che danzano ti prendono e emozionano sempre brava l’autrice con elogi di cuore .
Nel buio della notte e col rumore del giorno che si è attenuato, compaiono ricordi che pensavamo sepolti dalla ruggine del tempo. Sono fantasmi del passato che appaiono e che la mente non riesce a scacciare, opporsi a loro è impossibile. La notte diventa tormentata e insonne. Quando arriva l’alba, spariscono i fantasmi ma restano i segni del tormento notturno. Versi particolari, originali.
Versi introspettivi, belli e molto profondi. La notte col suo buio e i suoi silenzi è il palcoscenico del teatro del nostro io, della nostra anima e il passaggio dall’alba al giorno nascente è solitamente il momento in cui sogni e incubi si fondono e confondono e si resta turbati anche quando si fa giorno. Complimenti alla poetessa per questi versi tristi ma belli e che ci fanno riflettere!
L’insonnia mette a dura prova il sistema nervoso, ma si impara molto in una notte bianca: per esempio che "nel turchino di un agata argentata vi è la follia di una vita esagerata". Introspezione profonda, molto apprezzata.
Notti difficili, in cui pensieri oscuri del passato ritornano, lasciando trascorrere ansiosamente le ore notturne…. Versi apprezzati
La notte e la sua oscurità può rivelarsi magica o drammatica con sogni o incubi che funestano il sonno rendendoci, all’alba, malinconici. Una lirica introspettiva che ho molto apprezzato per l’originalità delle metafore poetiche e la stesura.
La notte può essere ristoratrice, regalando serenità e magia... i sogni tanto desiderati possono allietare il sonno e l’anima. Ma purtroppo, non è sempre così... e quando il buio zittisce i rumori del giorno, cominciano ad apparire ricordi lontani, ricordi spesso tristi che non si possono allontanare... l’ansia prende il sopravvento, e dormire diventa un tormento... non si può chiudere occhio... e si spera solo, che le ore possano passare in fretta... Ma i tormenti di una notte insonne lasciano i segni allo spuntare del Sole... e si deve sopportare anche la conseguente malinconia. Introspezione sentita... tristezza e sensibilità di certo non mancano... Coinvolgente







