Fame di spazi
Alfredo Mercutello
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Ed è per questo che son nato
perché di albe io possa dormire
scandisco magia
un solo respiro
per quello che ho avuto da ciò che avrei
avrò avendo gridato
ed è ora che ne vale il perdono
le alzate la sera
la colla degli attimi
per tutti i grilli del giorno
tra le luci nel buio
riaffioro Sileno tra i bassi maestri
poi aspetto nei grembi il mio spirito
l’esplosione di quiete liquida
le coppe e gli orpelli
le realtà cubiche
il triste sudario e le osmosi di gioia.
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