Alla mia mamma

Una bambina:
grandi gli occhi
e tenero il sorriso.
Al piano suonava le note
di una melodia d’amore.
E poi la guerra.
Deportata in una città nemica
dove, in ginocchio, implorasti pietà
e quel soldato commosso
ti risparmiò la vita.
Fu promessa infranta quell’amore
che volevi senza fine.
Mamma:
le ferite della guerra sulla tua pelle
in sogni mutasti
per la tua bimba in grembo.
E regina la facesti
di un regno dove splendeva sempre il sole.
Era il trenta
di un dicembre
e un vento gelido soffiava
quando la voce della mia mamma
divenne per sempre muta.
Lieve vibra ancora
dentro il cuore
della sua creatura che,
sola, cerca nel ricordo,
il calore delle sue tenere carezze.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Antonella Giordano
Laureata in giurisprudenza con specializzazione in economia dei tributi è giornalista. Ufficiale al merito della Repubblica Italiana Membro effettivo del CUG del Consiglio di Stato e del CUG del Ministero dell’Ambiente. Dopo esperienze di didattica accademica ha ricoperto prestigiosi incarichi presso il MEF e presso l
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un ricordo, una poesia che lascia il degno. (Francesco Rossi)
\" segno\" (Francesco Rossi)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!