Canto antico

Dalle fronde dell’antico pino
un fruscio si leva
ed è la fronda che parla col vento.
La battigia riluce alle conchiglie
che s’iniridano di pianto
sugli scogli baciati dalle onde.
Lassù, dove il cielo è terso
il sole sprofonda i suoi raggi
in vortici d’azzurro.
Dalla finestra
che guarda la marina,
di vele approdo e di lampare
accolte nel cuore della darsena,
ancora cerco il sogno
che smarrii fanciulla
nei turchini incanti
di cieli aperti sull’infinito.
L’età sepolta più non rimembra
l’antico canto del mio cuore
ché smemori s’inseguono
stagioni in fuga.
©
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L'autore
Antonella Giordano
Laureata in giurisprudenza con specializzazione in economia dei tributi è giornalista. Ufficiale al merito della Repubblica Italiana Membro effettivo del CUG del Consiglio di Stato e del CUG del Ministero dell’Ambiente. Dopo esperienze di didattica accademica ha ricoperto prestigiosi incarichi presso il MEF e presso l
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