L'indecenza sacra... di un'ossessione
Non sfiorarmi con le parole,
ma con esse,
afferrami la volontà e i polsi.
Catturami,
dimentica, per un attimo Dio.
Metti violenza,
ai gesti, agli occhi,
dammi un piano di romanticheria aggressiva,
che stoni i suoni, dei miei limiti;
che il tutto però,
non m’ appaia volgare… senza stile.
Solo così,
saprò,
quanto è sacra e primordiale,
l’indecenza di un’ ossessione…
da cui,
io fuggo.
Non riesco a tornare..
Non so tornare da te.
Troppe parole,
a cui non credo,
non credo più…
troppe parole mi rimbalzano addosso,
non mi colpiscono a pieno.
Urlamene, affondamene in faccia, nel cuore,
poche, ma buone,
o urla e basta;
devastami,
di reazione animalesca,
che poi però,
non m’appaia volgare.
Fammi vedere, che sai fare,
quando sei fuori di te.
E che mostri, sai generare.
Fammi … e mettiti paura.
E saprò se fidarmi.
Rendimi, sciolti, molli i sensi… arresi,
all’indecenza,
di un ossessione,
da cui,
io fuggo…
Non riesco,
a tornare da te.
Che il demonio,
mi perdoni,
per il mio aspirar, per poi fuggire,
alle sacre tentazioni……………………………
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L'autore
Kartagine
Commenti (2)
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Morpheaemozionale10 gennaio 2008
ed è una tentazione questa tua, gocciola nell'anima e ne rimane appiccicata per un tempo indefinito
Zima10 gennaio 2008
un amore che non sia solo tenerezza, ma passione primordiale e selvaggia... ci si aggrappa ai versi e ci si dimentica del mondo intorno, ci si infila nell'essenza dell'autrice e si vortica nelle sue parole... bella!

