In una stanza
Odo distinti i cori ed i sussurri
delle genziane azzurre; le corolle,
fragili imbuti colmi di rugiada
vibrano piano al vento di ponente.
Volgo lo sguardo a manca, verso il mare.
Salmastre tamerici, sulla rena,
sudano gocce chiare come lacrime.
Respiro avidamente; e, mozzo il fiato,
quasi mi accascio sulle mie ginocchia
per il pungente odore dell’ozono.
Tocco la sabbia: è calda, quasi brucia,
resa infuocata dai raggi del sole.
Porto alla bocca un dito intinto in acqua,
sento l’oceano urlare i suoi aromi.
Quanta la pace e quanta la dolcezza
che súbito mi invade quando vedo
che siedo a te daccanto, in questa stanza;
E il tuo respiro al mio orecchio canta
questa canzone dalle dolci note:
"Scivola un bacio sulle rosse gote,
luci nell’alabastro del tuo viso;
la mano sfiora il riccio crine nero
palpita il cuore e il petto mi percuote.
Meraviglioso il fiore mai reciso,
che sullo stelo si erge forte, fiero;
per questo ti amo, ché tu mi regali
col fiore tuo, le più possenti ali."
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Commenti (1)
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Adele Vincenti19 maggio 2020
brava poetessa una metamorfosi ambientale da far tremare il cuore, questa è vera poesia che apprezzo ed ammiro è poesia a stile libero ed allora la segnalo... Grazie!
