Per chi ha voglia di leggerla
Resto ora a guardare ciò che avevo
e il ricordo lontano m'assale,
cosparso di brace perquote le membra mie,
che nell'ozio ho frollato
e nel verbo ho trdito
l'ignobile ripetuta sensazione di non ever alcun senso
s'avvinghia
e l'animo che nel tentare represso
spoglio e montono mente a se stesso,
è annunciato,
mi specchio nel fasto di racconti baldanzosi di vita assaporata
che mai con vigore ho domato nell' orgoglio d'un unico abisso,
il bisogno di conforto.
eppure rinasce,
la vita non muore di questo!
che un misero dubbio ad un vivo innocente
possa scalfire il suo vero è pur certo,
ma la colpa non serve
non muore
non s' anima
non vive,
non può..non può esister
non nella vita,
non nel sincero di un errore commesso lottando e
nel cercar di salvarlo..
da chi?
da me stesso
che con i miei limiti non posso servire le mie ambizioni..
Come può esser felice un servo?
Come può esser un errore, ciò che natura ha voluto?
io sono servo, ma ora me stesso è il padrone
il mio unico sbaglio, non è un errore
ma è seguir chi lontano da me porta alla tristezza
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Commenti (1)
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Daniela Mazzotta10 gennaio 2008
Versi che evocano l'insicurezza e i dubbi che un uomo può avere nella vita E così ricordar che nella vita vi sono stati momenti meravigliosi e momenti in cui ci hanno accusato di essere colpevoli ma eravamo innocenti Mille domande e la paura di noi stessi Quanto male che facciamo a noi stessi