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Morte 11 gennaio 2008 · lettura 1 min · 1093 letture

Fenomenologia

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Giacomo Coniglione 2 poesie pubblicate
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Mi chiedevi ogni volta i confetti e la cravatta rossa a me che di porpora avevo solo la vergogna e la fondina vuota. In uno sparir di primavera lasciasti questa terra senza i frutti del tuo grembo. Ora piango ciò che tu ridevi, i vizi, (virtù che insieme coltivavamo) . Rido ciò che tu piangevi in quei meriggi d’estate quando la canicola ti faceva nera come la pece. Per me che sono reliquia di vita è quasi un privilegio restare in città, (io fenomenologia di uno spirito che non è stambecco) .
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