Cirillo l'orologio
Lo chiamavano l'orologio
come lancetta, regolare ruotava
intorno all'asse del suo amore
un'abitazione al secondo piano
del quartiere Ceppo, oasi d'ozio e marachelle,
finestre e balconi erano ore attese
e quando lei s'affacciava
i bontemponi che conoscevano la storia
sghignazzando facevano cuccù
-Un giorno, col cuore elettrico e anima tra le nuvole
mentre lei stendeva canticchiando i panni
Cirillo saltò lo scandire collaudato
e girò a mille impazzito intorno al palazzo
fin quando lei contenta nel deriderlo
allentò la presa,
cadde una mutanda fiorita che l'incappuccò
-Estasiato da quell'intimo preso come dono
e avallo di cielo, tentò di decollare
e finì steso sotto a un tram
-Il prete all'omelia accennò all'errore
..le mutande vanno messe dal basso
e con la lunga mano disegnò nell'aria
appesantita dal silenzio
verticale e orizzontale due pertiche
inchiodate subito dalle voci del collettivo... amen
--------------
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!