I Vecchi
Adele Vincenti
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Oh fummo un cammino ad increspature di vita
e calpestammo albe e tramonti,
terre e spazi azzurri in giovani anime
a nutrir colori e arcobaleni.
Amor demmo e ricevemmo
ad incantar i nostri tempi
ove a sospirar passioni e stagioni,
estati ed inverni di pacati amori,
uccellini a riempir nidi.
Amor che d’amor vivesti e d’amor gioisti
giorni ed anni in povere capanne,
castelli da re e regine,
signori e signore nelle loro case,
fu riposar di giorni lieti.
I vecchi albeggiano al mattino fin l’imbrunir del sole,
svegli e timorosi a calpestar la casa e
toglier il caffè dal fuoco,
in giorni uguali ed ombrosi pensieri in
scene e parole a smarrir il significato,
far domande e non attender risposte;
“Ove caddero quei baci che donai?...”.
Soli e stanchi di fioche fessure illuminati
buio a gettar polvere di marmo su statica memoria
ove un di conobbe la sua gloria.
Vecchi a tempo ridotto e ricucito,
vento a staccar ghiande dal ramo,
e in modi e maniere a sfiorar la vita,
quasi a non volerla disturbare e
sulla sedia attender un umile carezza.
Vecchi distratti ed assonnati,
foste giovani ed aitanti,
robusti e forti, ma quasi dimenticati.
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ben verseggiata la poesia. Ho letto con piacere (Francesco Rossi)
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