Al dottor P
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Un cappello, quel lasso d’ombra
mia compagna rimpannucciata non so
dove guardi eppure sento l’alone di un affetto.
Un romanzo con le falde, tutte pagine bianche
ma mosse da onde straordinarie.
Esito a sfogliarlo ho soggezione del bisbiglio
del silenzio che si affaccia, un fruscio di lenzuola
il fumo di caffè, l’odore di Marsiglia che emana grazioso l’accessorio.
Sarò per metà morto e l’incoscienza fatica a trapassare
o è stato lui - il dottore - ad innestarmi un certo occhio
da alienarmi da slanci e intemperanze.
Privo di specchi in quiete d’estasi
anche la mia consorte ha un’innocenza nuova.
Né sobbalza la mente, la scienza incerta mi fa libero.
La sfioro la nomino. L’abbraccio, mia devota.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...splendida interpretazione... (Lia)
tu hai reintepretato in poesia (Francesco Rossi)
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