Cum grano salis
Peppe Cassese
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Col sale del senno comprato al mercato
tra maschere nude ed esperti ambulanti
può darsi che trovi il miracolo e i santi
col falso indovino gentile e appagato
sicuro non certo di essere amato
nei giorni trascorsi tra i tuoi commedianti
capaci soltanto di fare i badanti
al verbo scomposto e al passo negato.
Malfido malnato imberbe imbroglione
sei il saggio demente del gioco alla pari
non senza un motivo e non senza ragione
ti agiti invano tra ladri e compari
fingendoti lupo potente e leone
ma privo di luce nel nulla scompari.
E i trenta denari
conteggi esultante seguendo i tuoi fini
felice di stare tra bari e assassini.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una satira di classe. (Giuseppe La Marca)
Un gran bel gioco ironico. (RitaLM)
Magnifique! (Giuliano Esse)
Un vero lusso. (Tonia La Gatta)
Che stilettate. (Jo Kondelli Ghezzi)
Commenti (2)
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G
Giuseppe La Marca13 luglio 2020
La satira come pane quotidiano; e qui oltre alla farina ci sta tanto di companatico, e della miglioire qualità, dove l’autore si dà alla sapienza che molto spesso è insipienza. Gran bella bravura e grande classe.
G
Giuliano Esse14 luglio 2020
Quanti ce ne sono in giro, forse troppi. E la penna di questo autore punge e sembra quasi divertirsi, includendo se stesso in un mondo che fa della finzione le realtà, che vende lucciole per lanterne e crede di essere la luce. Cui oportet?
