Il mio cane
Grigi quegli occhi e freddi come il ghiaccio,
l’ unica cosa bella di quel cane...
a ricordarlo, che fastidio immane!
Fezza era un Husky ed eccolo allo staccio.
Più che baffetti, un nero gran mustaccio
ornava il muso; e spelacchiate lane
vestivano fattezze grossolane;
ma sul latrato roco io mi taccio,
ché il suo guaito era più un ragliare...
e lo vedevi, incerto, zoppicare,
passando dalla ciotola alla cuccia
con quella grazia che è della bertuccia.
É grazie a me che avete ora contezza
del mio rimpianto cane, l’Husky Fezza.
©
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