La fame
Non ho pretese e sono assai frugale;
e mi accontento; bevo dalla vita
centellinando sorsi dal boccale,
seduto ad una tavola imbandita.
Mi basta poco per non viver male:
una mollica; basta sia squisita;
ché l’uomo non è più di un animale:
lo affermo fino a prova di smentita.
Eppure amore mio, giammai mi sazio
di baci, di carezze, dei tuoi tocchi.
La sete della luce dei tuoi occhi
mi arde la mente e vago nell’incerto
come chi brama l’acqua nel deserto;
e questa è la mia gioia, ed è il mio strazio!
©
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