Il turbolento grido dentro tace

Culla i pensieri miei lo sciabordìo
dell’onda che s’allunga sulla riva
e un’eco di memoria lieve arriva
a liberarmi ancora dall’oblìo,
dove nel vuoto vago dall’addio,
dall’alba che mandò alla deriva
il sogno che cullavo e poi finiva
come un castigo, come atroce fìo
e in tal ricordo freme il mio pensiero!
Come farfalla, nettare di vita
attingo, da quel palpito del cuore
che ancora sento dentro e giammai muore!
In questo mare immenso c’è un mistero
che avvolge l’alma e cura ogni ferita.
L’angoscia è ormai sopita;
forse s’acqueta il cuore affranto e tace
il turbolento grido e trovo pace!
E nel silenzio giace
stesa, la luce della luna bianca
che dà riposo all’anima che arranca!
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con piacere la poesia. Complimenti Saluti (Francesco Rossi)
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