Mi danzava la vita

Marinella Fois nasce a Portoscuso (CA) il 25/08/1943 e risiede a Sestu(CA). Ama la vita, i suoi colori, i suoi profumi . Si definisce “gabbiano solitario”, scrive i percorsi della vita con la penna del cuore. Scrive poesie, racconti, lettere. Ama il teatro, per il quale ha scritto una piccola sceneggiatura in diale
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Marinella, un caro saluto. (Sara Acireale)
Io ho tratto questo nio sentire. Complimenti. Like (Francesco Rossi)
un abbraccio! (Stefana Pieretti)
Un abbraccio cara Marinella! complimenti. (Marcella Usai)
bella Marinella ti abbraccio forte S (carla composto)
Intensa... un caro saluto, Marinella... (Giacomo Scimonelli)
Un abbraccio Marinella (Giuseppe Mauro Maschiella)
Parole che toccano il cuore sf buona serata (Alberto De Matteis)
Riletta con immenso piacere. (Sara Acireale)
Poesia bellissima, profondissima ma tristissima! (Michelangelo La Rocca)
Commenti (8)
Mi danzava la vita ma adesso la mia campana non canta più, non sente più il richiamo della vita e dell’amore. Sono parole accorate della Poetessa che ci fa partecipi del suo profondo sentire, del suo tormento dell’anima. Le stagioni mutano e il tempo inesorabilmente fa il suo corso. Oggi, più di ieri, bisogna vivere l’attimo e aggrapparsi alla speranza.
Io non credo che la poetessa abbia l’anima tormenta, niente affatto, piuttosto ci porta all’interno di un pensiero che entra a pieno titolo nell’esistenziale.
si ascolta un tormentato dolore, un cuore triste in questi versi un’anima sperduta ... elogi cara poetessa!
un dolore sordo tanta malinconia che la poetessa esprime in questa intensa e bella lirica che tocca il cuore
Un sentire che si aggrappa alle sensazioni più profonde dell’anima... un malessere o un accettare questa realtà diversa da ieri!? Sono pensieri introspettivi che catturano l’attenzione di chi legge... Pensieri che fanno riflettere...
Nostalgia che tocca anima e cuore, una lirica molto triste nella sua intensa bellezza. Un elogio Marinella.
Versi introspettivi profondi che toccano le corde più intime del cuore e dove si manifesta dolore e solitudine. Non racconto più di primavere novelle... mi danzava la vita, scrive la brava Autrice, e in questi versi c’è tutta l’amarezza e lo sconforto per il tempo che inesorabilmente passa. Ma alla fine c’è sempre la speranza nutrita da una fede antica.
Il dolore, i tormenti dell?anima sono anch?essi fonti di altissima ispirazione poetica. "Mi danzava la vita"..."Non scrivo pi? di primavere novelle" sono un grido dolore alto e forte anche se filtrati da una struggente poeticit?. Ma una donna che scrive poesie di alta liricit? come questa e le altre che le hanno precedute non potr? arrendersi e trover? in se stessa e nella sua straordinaria poesia la forza interiore per ritornare a vedere danzarle la sua vita. E magari lo far? con una nuova meravigliosa poesia e noi lettori siamo ansiosi di leggerla. Complimenti alla poetessa!








