San Pietro in Cariano 1943
Nelle notti delle campagne
veronesi si accendono
sparsi dei lumi,
paiono astri in quel buio
mentre un rombare d’ali
si muove tra i due cieli.
Iniziano a cader le stelle
piovono sui tetti,
rastrellano le strade,
si alzano i fuochi
e si piegano i muri
a coprire l’allargarsi
di un color cremisi
di un fiore schiacciato.
La luce del fuoco tremolante
allunga nel buio le ombre,
coprono il pianto
come inchiostro sul viso,
mentre ci si guarda in silenzio,
immersi e in trappola
in un triste solitario destino,
ma una deflagrazione
ancor più grande
è in attesa, tutta dovuta
a piccole sacchette d’aria
che spingono il suono
a rimbalzare su un palatino,
dalle finestre di una
cucina entra luce nuova
dal fresco dell’alba,
le ombre della notte
sono spazzate via,
da una fragile potenza
che in un sol gesto
riutilizza l’inchiostro,
per proporre nuovi versi
alle righe del fato.
Ora può iniziare il viaggio
si monta sul carro
sentendo sulla nuca
il sole del mattino,
lo sguardo dalle palpebre
asciutte e salate
va verso le lontane guglie,
mentre si stringe al petto
quel che porta il sorriso,
la ferma consapevolezza
che i propri destini
appartengono solo
ai pianti giulivi.
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L'autore
Pietro Chiappa
Sono nato nel 1982. Mi piace la matematica pura e lo studio del numero, purtroppo lo faccio d'autodidatta a causa del tempo che mi manca. La poesia la considero come la matematica, è essenziale nella vita di una persona.
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