Il bambino di Vigevano
Francesco Falconetti
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Correva nel cortile, con tre sassi stretti in tasca,
e un proiettile sul cuore,
correva tra i sentieri stretti delle colline di Vigevano,
inseguito da un gatto nero
che annusava il respiro delle ciminiere.
L’ho visto saltare tra le cortecce degli alberi,
sulle rive del Ticino,
assieme alle rane che gracchiano tra le acque,
mentre, da lontano, s’udiva, ancora piano,
il rumore della divisa grigia di un poliziotto
che insegnava il ritmo dei pedali alla sua bicicletta.
Ma, poi la sera chiamava per il ritorno,
ed il suo cappotto, sottile e bianco, stendeva sui tetti di caffè,
le voci dei cortili si diradavano pian piano,
richiamati dal profumo della cena,
mentre le fabbriche sbuffavano fumi di plastica e petrolio
e, nelle valli, le ombre delle rane saltavano libere sul filo dell’orizzonte.
Corso Genova salutava da lontano, col suo sguardo ancora bambino.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
...come uno short movie... (Lia)
Complimenti (Francesco Rossi)
! (rosanna gazzaniga)
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