Gabbiano solitario

Rumoreggiare sento solo le onde
in quest’attesa vana d’alba nuova
che mi trasmette angoscia e mi confonde
e solitaria l’anima mia trova,
come il gabbiano mesto sulla riva
che cerca avanzi andati alla deriva.
Or s’alza verso l’alto nebbia scura
che copre il raggio amico del mattino;
stride il gabbiano nella sua premura,
ma scarso cibo trova lì vicino
ed ha timore d’elevarsi in cielo
ché nube abbuia l’acqua come un velo.
Poi va vagando sempre più lontano
prendendo il volo alfine in spiagge amate.
Or le orme dei miei passi cerco invano
dall’onde più rabbiose già spazzate;
di luce uno spiraglio vo scoprendo
che accenda il nuovo dì, ma invano attendo!
©
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