Tralci feriti

Riempie di oro le zolle
con acini rigonfi di vino
come perle d’ocra e d’amaranto
infilate tra le palme ramate.
Odora di buono
quest’aria settembrina
fedele promessa di colline leali,
gerla provvida di ancestrali doni.
Scava ricordi di risate leggere
tenute per mano
da esistenze solide,
annodate ai bordi del cuore,
porti sicuri
dentro tempeste inattese.
Tintinna il passo
tra i filari secolari
a segnare orme già impresse,
tra i solchi piegati sotto il vomere.
Bacia la terra questo sole sfrontato
per stupire e restare
ancora dentro la bella stagione
senza braccia, senza piedi
come la luna fa con la notte.
D’un tratto
basterà una folata arresa
e dei vigneti
piangeremo
solo tralci feriti.
©
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
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