Tarda stamane lo spuntar del giorno

La notte insonne fino all’alba passo,
per poi trovarmi innanzi solo vento
e un cielo grigio che mi dà sgomento;
maggiore angoscia dentro allora incasso.
Fugge l’estate con veloce passo,
lasciando il lido amato quasi spento,
senza allegria dattorno! Incedo a stento
qui sulla riva verso il grande sasso,
che testimone fu del nostro amore,
or martellato da rabbiose onde,
che spazzano le orme più profonde.
Tarda stamane lo spuntar del sole
mentre il ricordo spezza le parole
e muto resto in questo strano albore.
Sento sfuggirmi le ore
in questa attesa che prolunga il pianto
della mia vita spenta nel rimpianto!
Non s’ode ancora il canto
stridulo dei gabbiani in questa aurora,
di nuvole coperta come allora!
Ma poi alfin s’indora
verso l’Oriente un lembo di quel cielo;
s’accende il nuovo giorno senza velo!
©
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