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Dialettali 2 novembre 2020 · lettura 1 min · 806 letture

Giggi, l’urtimo saluto dar parco

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Sabrina Balbinetti 605 poesie pubblicate
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“Fiacco, sfinito, moscio, sgonfio, stracco... sto qui a carucolà dar boccascena la corda che teneva arto er drappo de ‘sto sipario che fa cannofiena! La commozzione fa salì er babbano, ner mentre smiccio da dietro le quinte, quer pàrco che m’ha fatto da ruffiano in de ‘sta commediola a forti tinte! La vita amena, de noantri attori, è un canovaccio spojo scritto a mano ‘ndove se improvisamo ammasciatori, interpreti, der vive quotidiano. Ve chiedo scusa se, l’occhio de bove, l’ho spento senza amanco er preavviso... ma, Testasecca, nun accetta prove se chiama, t’esibbisci in Paradiso!
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Al grande mattatore, il più grande!

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Sabrina Balbinetti
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Commenti (1)

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Franca Merighi3 novembre 2020

Si, ci ha lasciato il GRANDE GIGI, e mi fa piacere leggere una poesia in romanesco che me lo ricorda tanto. Adoro il romanesco anche se sono "quasi" venezuelana- Pure io ne ho scritto una e si chiama guarda caso "L’omo ar parco". Se ti interessa guarda tra le mie poesie dialettali.