Senza titolo

DEDICATA
Morire di consunzione
dentro una casa
che non ha segreti,
lasciare un ricordo di luce
di una retta esistenza,
vissuta nella mansuetudine
nell’esempio probo
di uomo, marito, padre.
Te ne vai senza clamori,
in punta di piedi
come è stato
tutto il tuo andare
a passi felpati.
Ricordo le tue mani operose,
certa linea delle unghie
il movimento delle nocche,
ricordo la tua pacatezza
e il tuo respiro gentile.
Ricordo il padre
che avrei voluto avere
il passo autorevole
la coerenza del fare.
Improvvisamente
tutto mi sovviene di te
anche se
sotto la curva immensa del tempo
mi sono sottratta al tuo sguardo
e ho preso altre vie.
Voglio dirti
ora che per qualche mistero insondabile
tu mi stai ascoltando,
voglio sussurrarti sotto voce
questa nostalgia del ricordo
la nostalgia di ciò che più non sarà
ma che ha profumo d’eterno
nel vivido intreccio di assoli.
©
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ammirato poetica fine, (Francesco Rossi)
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