Gabbia
Alle spalle della notte
immerso in vortici psichedelici
alla caccia di pensieri persi
nel mucchio di vita che buia si scatena.
Sentire il proprio ego che piange
con la notte alle spalle
senza motivo e senza lacrime,
quanti sogni affossati
in quache secondo d'oscurità
e come unica consolazione
il poter bestemmiare
con urlate parole
rafforzate da vino e rabbia.
Mi spiazza la semplicità di sentirmi
un momento prima stabilmente invulnerabile
e un momento dopo vulnerabile al mondo,
sensazioni che mi tagliano
che mi avviliscono
che scoprono la mia inutilità,
quindi invece di fuggire come fanno tutti
rimango lì immobile
esponendo la mia diversa pazzia,
perché il vero è che tutti son pazzi
ma non tutti ci credono
io ne son consapevole.
Con il fegato ululante
più della voce
mi immergerò
in un qualcosa
alla ricerca di qualche futile emozione
per dar qualche picco di diversità
alla mia introspezione
a questa gabbia
che mi ostino
a chiamare notte.
©
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