La mia terra che chiama
Rita Stanzione
1948 poesie pubblicate
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Un diario in cui mi specchio
il richiamo dei cedri
su questa piazza
imbambolata di essenze non vere,
robusti e impazienti i miei alberi
stanno in attesa, e solo ombre
che l’aria respinge.
Quand’è sera sono una giostra
a luci spente,
se tendo le braccia
un mondo vuoto batte il polso
e io ghiaccio di abbandono
viaggio distante
che fa male allo sguardo,
dilania perfino la pagina.
Porta via montagne sognate
mentre ginestre e occasi
scolorano dentro le nubi
- non c’è misura di tanto sparire
a un passo dal cuore.
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
nostalgica, descrittiva, stupenda l’affinità con (emiliapoesie39)
la terra nativa..B. Natale,,poetessa (emiliapoesie39)
...splendida... (Lia)
...splendida... (Lia)
come al solito stupisci poetessa S col cuore (carla composto)
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