Dell’imperfezione
Mi guardo e mi rimiro nello specchio:
perfetto, pure nella imperfezione!
I pregi pochi, ma di pecche un secchio;
via via le segno sul mio zibaldone.
Codardo, falso ed avido, cialtrone,
oh che persona infida! Sprovveduto,
con quelle uscite tristi da buffone
e lungi dal potersi dire arguto...
Ahi lasso, cosa mai è addivenuto
del povero poeta, il cui errore
fu abbandonarsi un unico minuto
non più alla sua ragione, ma all’amore...
ed anche atelofobico, in effetti.
Ed è il minore, forse, dei difetti.
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