Bussola smarrita

Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Spero che la burrasca si calmi e che il nocchiero (Sara Acireale)
ritrovi la bussola perduta. (Sara Acireale)
Serena serata, Vivì... un abbraccio (Giacomo Scimonelli)
Sempre bello leggerti, buona serata carissima (Silvia De Angelis)
Sensazione di partecipazione in lettura👍 (Alessandro Sermenghi)
Poe di grande intensità e partecipazione (Vito Franco)
Sempre brava mia cara Vivi... ! (Marinella Fois)
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Il mare è in tempesta, i marosi schiumano come se emanassero rabbia troppo a lungo trattenuta, il cuore si ammanta di cupa tristezza e il futuro fa paura. Povero veliero che si trova in alto mare ed è sbattuto dalle onde! Il nocchiero smarrisce la bussola e il veliero va alla deriva. Introspezione di alto spessore poetico.
Perdere l’orientamento... ritrovarsi in un mare in burrasca... non è facile quando ci ritroviamo smarriti e non sappiamo più dove andare, cosa fare... dove ci spingeranno queste terribili onde... si deve lottare e non mollare... contrastare la tempesta è obbligatorio per non cedere, per non arrendersi. Capitano momenti come questi... e il momento attuale che stiamo vivendo in piena pandemia, sembra calzare a pennello... Versi che fanno pensare e riflettere...
Trasmette questa bella lirica, uno stato di profonda inquietudine, rapportato a una tempesta di mare che bensi addice a un forte subbuglio interiore... Versi apprezzati
Profonda metafora sull’inquietudine a seguito della non regolarità degli eventi che ci si aspetta durante la nostra vita. Rappresentazione quasi teatrale del disorientamento che appare quando s’incombe in forti dubbi ed incertezze. Tutti i riferimenti spariscono e ci si sente in alto mare privi di una guida e spinti sol da forze istintive che inducono a cercare solo una via di salvezza.
La nostra percezione della vita descritta dalla poetessa con maestria, usa un linguaggio semplice che si addentra nei marosi della quotidianità.
Quando si smarrisce la bussola in un mare in tempesta, per il navigante è la cosa peggiore che possa capitare, perché si perde l’orientamento e si rischia di schiantarsi sugli scogli. L’unico mezzo che resta al capitano è il timone, che se in abili mani, può resistere ai marosi ed aspettare che il mare si calmi. Una calzante metafora che ben descrive il turbinio interiore che ad ogn uno di noi capita di vivere in qualche momento della sua storia.
Ognuno di noi è un veliero, tra onde chete, tra marosi! Sintesi di una lirica che fa riflettere!







