L’ultimo canto, un rantolo di vita

E nell’oscurità si spezza il pianto:
singhiozzo muto nell’orrore immane,
nel delirio di menti arrese al male,
nel freddo che ogni lacrima raggela!
Sibila il vento e sperde l’acre odore
di carne umana che s’espande all’aria
per il fumo dei forni
accesi senza tregua!
E tutt’intorno al campo
filo spinato e forti fari in moto
ad impedir la fuga!
E sono qui che attendono la fine,
persone senza nome e dignità,
un numero soltanto impresso a fuoco
tra laceranti strazi sulla pelle;
i corpi ischeletriti dagli stenti,
volti scavati e gli occhi spenti e increduli
di fronte a tanto scempio e a tanto orrore,
ammutoliti senza più respiro,
inermi vite tremule,
nella follia d’insane menti perse!
Invano sale al cielo la preghiera
che l’eco sperde nell’oblio del tempo!
Tutto è silenzio e tenebra!
Restano solo lacrime
e l’eterna memoria:
l’ultimo canto, il rantolo di vita!
©
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