Come fresca rugiada

Tu nel deserto, amor, fresca rugiada;
dolce sapor di miele le tue labbra;
corpo sinuoso, seni prorompenti
ed i capelli lunghi sciolti al vento.
Fior della notte, aprivi le tue grazie
alle stelle e alla luna ed io rapito,
in estasi restavo e la magia,
m’avvolgeva in un dolce incantamento.
Raccoglievi i sospiri miei d’amore
e la realtà sembrava un dolce sogno;
sì come neve al sole ti scioglievi
e naufragavo nel tuo mare immenso.
Fiore di desiderio, mi portavi
in alto fra le stelle sì lontane,
cullando col respiro lieve il cuore,
che sol per te batteva all’infinito.
Bei momenti, in frantumi all’improvviso,
ché un uragano forte ci travolse;
sogni e speranze spersi poi nel vento;
il rantolo ancor s’ode del respiro
e quei rintocchi lugubri di morte
che l’eco porta nell’oblio del tempo!
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