Eccehomo

Ed ecco il Cristo, il volto insanguinato,
le spine conficcate sulla fronte
e rivoli di sangue raggrumato;
parole volte al popolo già pronte:
- Ecce homo, davanti a me Pilato!
A voi, la vita o morte su quel monte!-
La folla, aizzata, grida a grande voce:
-Fuori Barabba, Cristo sulla croce!-
La stessa folla, adesso inferocita,
richiede la sua morte con livore;
soltanto ieri, aveva tra le dita
rami d’ulivi e palme a dargli onore
d’entrar nella città: -Fonte di vita,
osanna al benedetto dal Signore,
a Lui beato il popolo esclamava
ché affetto e devozione gli mostrava!
Or così presto sfuma quella gloria
e il bene fatto e quei prodigi arcani
impressi solo nell’altrui memoria,
quando moltiplicò i pesci e i pani
per una folla attenta ad ogni storia
del regno di suo Padre, nei lontani
Lidi dorati dove è la vittoria
del bene sopra il male e luce eterna
nel contemplare Dio che là governa!
Dimentica la folla quando ai ciechi
dava la vista al tocco della mano
e l’acqua in vino, ad evitar gli sprechi,
Lui tramutava e i morti dall’arcano
sonno svegliava, ancor sentendo gli echi
d’eterni canti, ed il lebbroso sano
tornava e pur l’udito al sordo! Or biechi,
crudeli occhi osservano lo scempio
di Lui, che dell’amore è il sommo esempio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!