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Uomini 25 aprile 2021 · lettura 1 min · 725 letture

Il Conte Ugolino

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Pasquale Vulcano 322 poesie pubblicate
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Minutamente rievoca la storia dell’orrido supplizio e i giorni e le ore laddove la pietà non ha memoria; ... ricorda il Conte l’odio a quell’orrore: rinchiuso in un pertugio stretto e oscuro coi figli accanto, morso dal dolore ... ché per la fame il giorno era più duro e il fiato si faceva ognor più lento né consolava il sogno del futuro ... e nel silenzio, muto era il lamento; ma dopo pochi giorni ad uno ad uno li vide stesi e inerti in un momento; ... nel buio brancolava ma nessuno più rispondeva!... Atroci le parole "Poscia, più che ‘l dolor poté il digiuno!" ... E qui il racconto ferma come suole chi un groppo in gola strozza i sentimenti; di fronte a quell’evento solo vuole ... celare il pianto avanti a quei tormenti, tornare a quel delirio di vendetta sentendo scricchiolare sotto i denti ... l’odiate ossa, quasi avesse fretta di consumar l’eterno pasto marcio ed agli astanti più non desse retta.
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Autore Pasquale Vulcano 25/04/2021

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