Il Conte Ugolino

Minutamente rievoca la storia
dell’orrido supplizio e i giorni e le ore
laddove la pietà non ha memoria;
...
ricorda il Conte l’odio a quell’orrore:
rinchiuso in un pertugio stretto e oscuro
coi figli accanto, morso dal dolore
...
ché per la fame il giorno era più duro
e il fiato si faceva ognor più lento
né consolava il sogno del futuro
...
e nel silenzio, muto era il lamento;
ma dopo pochi giorni ad uno ad uno
li vide stesi e inerti in un momento;
...
nel buio brancolava ma nessuno
più rispondeva!... Atroci le parole
"Poscia, più che ‘l dolor poté il digiuno!"
...
E qui il racconto ferma come suole
chi un groppo in gola strozza i sentimenti;
di fronte a quell’evento solo vuole
...
celare il pianto avanti a quei tormenti,
tornare a quel delirio di vendetta
sentendo scricchiolare sotto i denti
...
l’odiate ossa, quasi avesse fretta
di consumar l’eterno pasto marcio
ed agli astanti più non desse retta.
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